Cancellato il personaggio di Mr. Big nel sequel di Sex and the City

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Mr. Big addio anche nel sequel di Sex and the City, cancellato il cameo finale dell’attore Chris Noth

Prima muore di colpo, poi resuscita a suon di proteste e soprattutto di crolli in Borsa, infine viene tramortito dalle accuse più infamanti, quelle di violenza sessuale. Non c’è pace per Mr. Big, l’eterno amore di Carrie Bradshaw in “Sex and The City”, che dopo anni di tribolazioni, abbiamo ritrovato felice e sposato con l’amatissima giornalista modaiola newyorkese interpretata nella serie di culto da Sarah Jessica Parker. L’attore è accusato di molestie sessuale da due donne. Diventato persona non gradita della tv americana anche in “And just like that” la sua scena nel finale è stata cancellata

Anche And Just Like That, il sequel del popolarissimo show anni ’90 Sex and the City, ‘elimina’ Chris Noth. O meglio il personaggio di Mr. Big, l’eterno fidanzato e poi marito della protagonista Carrie Bradshaw (Sarah Jessica Parker) interpretato dall’attore accusato di molestie sessuali. Mr. Big è il grande amore di Carrie, è un uomo affascinante, che conquista e porta all’altare la protagonista. Il pubblico quindi li immagina ancora insieme, magari dopo anni di matrimonio. Ma nel gran finale della serie, il 3 febbraio prossimo, il 67enne sarebbe dovuto apparire in un piccolissimo ruolo ‘di addio’, ma la sua presenza è stata giudicata inopportuna alla luce dei racconti di due donne all’Hollywood Reporter che, indipendentemente l’una dall’altra, lo hanno messo sul banco degli imputati per aver commesso nei loro confronti gravi violenze ad anni di distanza.

Mr. Big muore nel primo episodio

Bene, proprio l’irresistibile Mr. Big nel primo episodio muore. Un colpo al cuore per lui, stecchito da un infarto, e un colpo al cuore per i fan di “Sex and the City” che la prendono da subito malissimo e si scatenano sui social riversando rabbia e improperi di ogni genere su sceneggiatori e produttori della serie. Una reazione immaginabile, ma evidentemente ritenuta necessaria per dare corpo agli snodi narrativi di una Carrie costretta a reinventarsi l’esistenza, insieme alle inseparabili Charlotte e Miranda, ma vedova anche di Samantha, visto che Kim Catrall, l’attrice che la interpreta ha preferito dire addio al suo personaggio, non senza strascichi polemici.

La gravissima accusa, arrivata a pochi giorni dalla messa in onda dell’atteso ritorno delle ragazze più scatenate e glamour di New York, aveva subito fatto scattare l’allarme sul set, tanto che Sarah Jessica Parker e le co-star Cynthia Nixon (Miranda) e Kristin Davis (Charlotte) (Samantha – Kim Cattrall – è stata spedita a Londra dopo dissapori con Carrie) hanno subito preso le distanze dall’uomo, schierandosi dalla parte delle vittime: “Sappiamo come sia difficile farsi avanti e le lodiamo per il loro coraggio“.

Nella sceneggiatura di And Just Like That, creata dal produttore esecutivo Michael Patrick King, in onda negli Usa su Hbo Max e in Italia su Sky, tre delle quattro protagoniste di Sex and the City (e relativi partner) si ritrovano ad affrontare amicizie, amori e acciacchi non più giovanissime, come nell’originale, ma ormai mature e adulti, dopo aver superato la fatidica soglia dei 50 anni. Carrie addirittura rimane vedova: Mr. Big, infatti, viene fatto morire di infarto dopo un intenso allenamento su una bicicletta da spinning Peloton, già alla fine della prima puntata, mentre nella seconda viene celebrato il suo funerale. Un addio -certo meno tragico ma altrettanto grave- anche nella realtà, visto che Noth sarebbe però dovuto riapparire nella puntata finale in una breve fantasia di Carrie.

I due, secondo il copione, si sarebbero trovati ancora una volta riuniti sul Pont des Art di Parigi, un luogo importante nella storia della coppia dove la sex columnist si reca a spargere nella Senna le ceneri dell’amato. Una scena romantica che era stata girata mesi fa, secondo fonti di Variety. Ma dopo le accuse di violenza sessuale il mini-spezzone è stato giudicato dalla produzione “un passaggio non sufficientemente significativo per giustificare di salvarlo” dalle forbici della sala di montaggio.

Dopo le accuse delle prime due donne, che lo scorso dicembre avevano chiesto l’anonimato, altre vittime hanno poi raccontato ai media le aggressioni che avrebbero subito da Noth. L’attore, sempre dichiaratosi “innocente”, ha replicato alle prime due: a suo dire, se sesso c’era stato, era però consensuale. Ma la gravità delle denunce, a dispetto delle smentite, ha fatto di lui una , tanto che prima della Hbo anche la Cbs lo ha cancellato dai prossimi episodi della serie The Equalizer.

Dal canto suo Noth, contattato dall’Hollywood Reporter, ha ammesso di aver conosciuto le due donne “anni, forse decenni fa”, ma ha negato categoricamente di averle aggredite: “No significa no. Questa è una linea che non ho mai attraversato. Gli incontri sono stati consensuali. Non posso sapere per certo perché queste accuse escono adesso, ma una cosa è certa: non ho aggredito queste donne”.

I grandi assenti nel sequel di Sex and the City: Willie Garson

Una delle notizie più tristi che ha funestato il sequel di Sex and the City (And just like that, attualmente su Sky e su NOW) è stata la scomparsa, a settembre scorso, di Willie Garson. Volto amatissimo di Stanford, il miglior amico di Carrie, è morto proprio durante le riprese. L’attore 57enne aveva fatto in tempo a girare i primi tre episodi, che si aggiungono ai circa trenta della serie-madre. Non solo è stato presente nei film, ma nella seconda pellicola ha rubato quasi la scena al quartetto protagonista, con il suo matrimonio da fiaba tra cigni, sculture di ghiaccio e Liza Minelli in carne e ossa sul palco del ricevimento.

Nel sequel, però, il matrimonio con Anthony (il bestfriend italoamericano di Charlotte, interpretato da Mario Cantone) inizia a scricchiolare, al punto che l’uomo si è rifugiato spesso nell’appartamento da single di Carrie per prendere una sana distanza dal marito. Fa tenerezza, poi, che dopo la morte di Mr. Big (Chris Noth, attualmente al centro di denunce per presunte molestie sessuali) voglia stare a tutti i costi vicino all’amica, a costo d’ingaggiare una competizione con Charlotte per dimostrare chi sia la spalla migliore su cui piangere.

Nella quarta puntata, però, arriva il colpo di scena: un biglietto indirizzato a Carrie, nel suo appartamento. In poche righe Stanford le annuncia di aver lasciato gli Stati Uniti per trasferirsi a Tokyo per lavoro. Niente abbracci, saluti, né tanto meno lacrime, perché la giornalista – commenta lui – ne ha versate fin troppe dopo la dipartita dell’amico.

Si tratta di un pezzo di carta anonimo, anche se vergato a mano, senza un flashback, un ricordo, un elogio di alcun tipo. Qualcuno potrebbe dire che neppure per il povero Mr. Big si sono sprecati fiumi di parole, anzi il funerale minimal chic organizzato dalla moglie non avrebbe neppure avuto mezzo fiore se non fosse stato mandato da Samantha (a Londra, sempre per lavoro, tema ormai ricorrente in questo sequel poco ricco d’idee). Ma qui non si tratta, come nei due casi precedenti, di attori che si sono voluti “dissociare”( nel caso di Samantha (Kim Cattrall) dal progetto ma di un artista che è scomparso e che probabilmente avrebbe meritato un po’ di considerazione in più.

Intanto Sky ha appena rilasciato gli episodi numero 5 e 6 di “And Just Like That”