“Io discriminata, vado via dalla Sicilia”, parla la prima dottoressa trans a Catania

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Martedì scorso si è laureata con una tesi in sociologia che trattava delle discriminazioni. Agnese Vittoria, trans di 30 anni, si è laureata qualche giorno fa in Scienze della Comunicazione all’Università di Catania. La sua tesi è intitolata: “La rappresentazione sociale dell’omotransfobia sulla stampa nazionale e locale”, relatore il prof. Davide Bennato, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi. Una tesi legata al suo percorso personale.

Vita da transgender

“Ho scelto questo argomento per la tesi – racconta in un’intervista al quotidiano La Sicilia – per comprendere e far comprendere a tutti cosa accade nell’indifferenza generale. Parlo delle violenze e delle intolleranze omofobe qui in Europa e negli Stati Uniti, nonostante leggi e diritti sanciti. Mi sono resa conto che si procede per stereotipi”, racconta Agnese, che all’anagrafe ha ancora un nome maschile ed è stata proclamata dottoressa col suo nome di battesimo.

Il nuovo libretto

Una battaglia già nota all’Università di Catania, quando la studentessa transgender si batté per ottenere un libretto universitario col suo nome attuale: Agnese Vittoria. “Nel 2015 ottenni anche un libretto alias, che riportava cioè il mio nome femminile. L’Ateneo ha accolto il mio disagio davanti a quel libretto col nome maschile: a ogni esame provavo un grande imbarazzo a essere chiamata davanti a tutti”.

“Catania città ostile”

quando arrivai a Catania dal mio paese per frequentare l’università nessuno voleva affittarmi una stanza. Al telefono, mi dicevano che il posto era libero ma quando mi vedevano, dicevano che non c’era posto. a cosa che mi faceva più male era che spesso le forze dell’ordine non mi difendevano e consideravano pretestuose le mie segnalazioni. Ho fatto tante battaglie legali è in qualche caso mi hanno dato ragione, infine. Ma Catania rimane una città ostile anche da parte delle istituzioni.

Lo stereotipo mi perseguita, impedendomi di realizzarmi al cento per cento. Qui non riesco a essere rispettata per quello che sono. Per questo credo che lascerò Catania per iscrivermi alla Magistrale in filosofia a Milano, alla Statale o alla Iulm. E continuare anche a coltivare lì la mia passione per il mondo del cinema, mi piacerebbe fare l’attrice o la regista”, conclude.

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