Modica, la medicina d’urgenza sul punto di cedere

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Modica – Ieri sera, il caso di una signora, che si è recata in pronto soccorso per via di una rovinosa caduta. La donna, con patologia anche di Alzhaimer, ha trovato massima assistenza e conforto nel personale del Pronto Soccorso dell’Ospedale “Maggiore” di Modica , ma – riferiscono i familiari- “chi ha dovuto fare la sua diagnosi e certificare il rischio clinico è stato un medico di un reparto “prestato”, che mai aveva fatto pronto soccorso”. Un geriatra.

E’ uno di quei casi limite, il vero focus su cui orientare l’interesse sulla questione del pronto soccorso di Modica che non è più solo polemica politica. La soluzione di fare ruotare anche altri medici ospedalieri non sapendo come coprire i turni, di fatto fa decadere i servizi di emergenza urgenza cui il presidio è destinato. La situazione emergenziale rende sempre più difficile accedere a cure che garantiscano equità nel diritto di accesso e qualità nell’assistenza.

I casi paradossali di questo autentico corto circuito, cui neanche il Governo regionale sembra interessarsi (da chiarire l’assenza dell’assessore Razza in commissione sanità quando si doveva affrontare la questione), si ripetono ogni giorno. Adesso si sollevano le proteste anche dei medici di altri reparti chiamati a garantire i turni. Non ci stanno. “Non siamo stati assunti per questo” -dicono-.

Alza la voce persino chi la sanità in provincia la guida, il Direttore Generale, Angelo Aliquò, che al termine di un incontro con i deputati regionali Dipasquale e Campo e con i partiti del Pd e dei M5 stelle, ha ribadito come che “… se da qui in avanti non vanno cercate ed applicate soluzioni, l’attuale situazione rischia di peggiorare sempre di più”.

In silenzio la Regione, in silenzio il sindaco della Città, Ignazio Abbate, in silenzio i parlamentari regionali, segretari regionali di partito, che sostengono il Governo. Nulla sembra volere arginare il problema, mentre la pressione sulle strutture e chi ci lavora è oltre ogni soglia sopportabile.