Smart working: tutte le novità

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Accordi individuali. Lo smart working? Sì, ma solo con il consenso del dipendente. Ecco le novità in ambito di stipendio, strumenti, tempi e benefit.

Andrea Orlando illustra alle parti sociali la nuova proposta del governo in ambito di lavoro agile. Ecco il protocollo con le nuove linee guida per lo smart working che fisserebbe, una volta approvato, il nuovo quadro di riferimento e le relative linee di indirizzo.

“Riteniamo molto positivo che nel testo del Protocollo che ci è stato proposto dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, si valorizzi il ruolo della contrattazione collettiva, e che vengano confermate le norme di riferimento. Inoltre, riteniamo si sia giunti ad un buon punto di equilibrio della discussione” ha dichiarato Tania Scacchetti, segretario confederale Cgil.

Di “punto di equilibrio” parla anche Tiziana Bocchi, segretario confederale Uil. La Bocchi aggiunge “Concordiamo sulla necessità di arrivare alla sottoscrizione del Protocollo in tempi brevi e ci riserviamo per questioni più tecniche di inviare al ministero le nostre osservazioni”.

Importanti novità

Vediamo insieme quali sono le novità che interessano lo smart working.

Chi si rifiuta non potrà essere licenziato

Gli accordi sul lavoro agile dovranno rispettare tre princìpi fondamentali. A partire dal fatto che l’adesione avviene su base volontaria ed è subordinata alla sottoscrizione di un accordo individuale, diritto di recesso compreso. L’eventuale rifiuto del lavoratore di aderire allo smart working “non integra gli estremi del licenziamento per giusta causa o giustificato motivo”, né fa scattare sanzioni di tipo disciplinare.

Addio all’orario: sì ad autonomia e disconnessione

La giornata lavorativa svolta in modalità agile, si legge nella bozza, si caratterizza per l’assenza di un preciso orario di lavoro e per l’autonomia nello svolgimento della prestazione. Il lavoro può essere articolato in fasce orarie individuando la fascia di disconnessione nella quale il lavoratore non eroga la prestazione lavorativa.

Spetta al datore assicurare pc e sicurezza

Solitamente è il datore di lavoro a fornire la strumentazione tecnologica e informatica necessaria allo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile. Le spese di manutenzione e di sostituzione della strumentazione fornita di lavoro sono a suo carico. Tuttavia, se le parti concordano per l’utilizzo di strumenti tecnologici e informatici del lavoratore, si provvederà a stabilire i criteri e i requisiti minimi di sicurezza da implementare.

Lo stipendio e la carriera non si toccano

Ciascun lavoratore agile, rispetto ai lavoratori all’interno dell’azienda, ha diritto allo stesso trattamento economico e normativo. Lo svolgimento della prestazione in modalità agile, infatti, non deve incidere sugli elementi contrattuali quali:

  • livello
  • mansioni
  • inquadramento
  • professionale
  • retribuzione

Non solo ha diritto allo stesso trattamento, ma anche alle stesse opportunità rispetto ai percorsi di carriera, di iniziative formative e di ogni altra opportunità di specializzazione.

Smart working e tutela contro gli infortuni sul lavoro

Il lavoratore agile ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, dipendenti da rischi connessi alla prestazione lavorativa resa all’esterno dei locali aziendali.

Smart working, si possono chiedere permessi, ma no straordinari

In caso di assenze legittime come malattia, ferie, permessi retribuiti o infortuni, il lavoratore può disattivare i propri dispositivi di connessione fino alla data prevista per ripresa dell’attività lavorativa.

Considerando il fatto che solo 2 dipendenti su 5 lavoreranno in azienda da qui al prossimo futuro, la bozza vuole introdurre e garantire importanti tutele in favore dei lavoratori agili.

Alice Zaniolo

Millennial classe 1997 con una laurea in Interpretariato e Comunicazione. Creativa e dinamica amo l’arte in ogni sua forma e sfaccettatura.

Il mio hobby preferito? Fare lunghe passeggiate in compagnia del mio amico a quattro zampe.