VFN e CNF a confronto

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Network functions virtualization (NFV) e Cloud Native Computing Foundation (CNCF), le nuove frontiere nell’industria delle telecomunicazioni. Standard rigorosi per garantire stabilità e qualità.

Era il 2012 quando, durante una conferenza su SDN ed OpenFlow nell’ambito dell’ETSI a Darmstadt (Germania), il gruppo di standardizzazione “Network Functions Virtualisation” pubblicò un white paper sull’argomento.

I rappresentanti dell’industria delle telecomunicazioni introducono così una tecnologia del tutto nuova.

Dopo la pubblicazione del libro bianco, il gruppo ha prodotto una gran quantità di nuova documentazione di approfondimento. Una terminologia standard e un insieme di use case per NFV.

Tutti importanti riferimenti per aziende produttrici e operatori che hanno l’intento di adottare la Network Virtualization.

VNF: Network functions virtualization

Con il termine NFV, nell’ambito delle reti di telecomunicazioni, si intendono tutti quegli approcci architetturali che sfruttano le tecnologie IT per fornire servizi di directory, router, firewall, bilanciamento del carico e molto altro ancora. Si tratta dunque di intere classi di funzioni interconnesse tra loro per implementare i servizi di comunicazione.

Una rete composta da una o più macchine virtuali (VM) che gestiscono diversi software e processi su server standard ad alta capacità, switch e dispositivi di memoria o anche su un’infrastruttura in cloud, invece di utilizzare differenti dispositivi hardware per ogni funzione di rete.

Le elaborazioni, tradizionalmente residenti nei nodi di rete, possono dunque essere eseguite in modo centralizzato sulla macchina virtuale, alleggerendo il carico elaborativo sui nodi stessi.

La loro struttura si compone di tre componenti principali:

  • Virtualized network functions (VNFs): sono le implementazioni software di funzioni di rete che possono essere rilasciate su un’infrastruttura NFV (NFVI)
  • Network functions virtualization infrastructure (NFVI): è il complesso di tutte le componenti hardware e software che costituiscono l’ambiente in cui le VNFs sono rilasciate. L’infrastruttura NFV può essere implementata su postazioni fisicamente disgiunte; la rete che fornisce la connettività tra tali postazioni è essa stessa parte dell’Infrastruttura NFV.
  • Network functions virtualization management and orchestration architectural framework (NFV-MANO Architectural Framework): è l’insieme di tutti i blocchi funzionali, dei repository usati da tali blocchi, e dei riferimenti e delle interfacce attraverso cui i blocchi funzionali scambiano informazioni al fine di gestire ed orchestrare NFVI e VNFs.

Non del tutto inesistenti i problemi. La mancanza iniziale di ottimizzazione delle VM ha reso, ad oggi, i dispositivi virtuali inefficienti. Nonostante le migliorie apportate da alcuni produttori, con il fine di sfruttarla per 5G e reti edge,  la tecnologia è ancora troppo pesante per essere destinata a perdurare nel tempo.

CNCF: Cloud Native Computing Foundation

2015, la Linux Foundation fonda un nuovo progetto per aiutare a far progredire la tecnologia: le CNCF.

Le tecnologie cloud native permettono di creare, ed eseguire, applicazioni scalabili in ambienti moderni e dinamici come cloud pubblici, privati ​​e ibridi.

Flessibilità, scalabilità, affidabilità e portabilità rispondono perfettamente alle nuove esigenze del mercato. È il salto di qualità in grado di offrire una maggiore efficienza e agilità. Caratteristiche, queste, chiave per accelerare lo sviluppo.

Tecnologie come contenitori, microservizi, funzioni serverless e infrastrutture immutabili, implementate tramite codice dichiarativo sono gli elementi chiave.

La differenza sostanziale, rispetto alle NFV, è rappresentata proprio dall’utilizzo dei container al posto delle macchine virtuali.

Il vantaggio dell’utilizzo di questi è la possibilità di impacchettare tutto il software necessario per l’esecuzione in un unico pacchetto eseguibile. Il contenitore viene eseguito in un ambiente virtualizzato, che isola l’applicazione contenuta dal suo ambiente.

Un nuovo approccio per semplificare lo spostamento dei componenti contenuti fra ambienti diversi, o da un cloud all’altro, pur conservandone tutte le funzionalità.

Attesi ulteriori sviluppi per ottenere maggiore adattabilità alle esigenze del mercato e, soprattutto, evitare i nuovi tipi di attacchi hacker.

Alice Zaniolo

Millennial classe 1997 con una laurea in Interpretariato e Comunicazione. Creativa e dinamica amo l’arte in ogni sua forma e sfaccettatura.

Il mio hobby preferito? Fare lunghe passeggiate in compagnia del mio amico a quattro zampe.